Ghemme

Il vino Ghemme è una straordinaria, e meno conosciuta, espressione di vino ottenuta dal vitigno principe del Piemonte: il Nebbiolo. Ci troviamo nella omonima località di Ghemme, in provincia di Novara, dove nasce questa piccolissima denominazione, che si estende sulla sponda ad est del fiume Sesia proprio al confine con l'omonima vallata, tra le colline di questo piccolo comune, ed in parte anche nel territorio del comune di Romagnano Sesia.

Qui a Ghemme, seppur per alcuni può suonare sconosciuto, il vino è pratica e tradizione antica; tra queste colline si produce vino fin tempi degli antichi Romani. Un'iscrizione romana sulla lapide di Vibia Earina, infatti, è stata rinvenuta nei pressi della città di Ghemme, testimoniando la coltivazione della vite nella zona dell'Alto Piemonte già in quell'epoca. Plinio il Vecchio invece, nel suo "Naturalis historia", parla di un vitigno "Spionia", un nome che ricorda il modo con cui è chiamato il Nebbiolo in queste terre, Spanna.

Spanna è il nome con cui è conosciuto il Nebbiolo, che dà vita al vino Ghemme, così come anche al Gattinara e agli altri vini dell'Alto Piemonte. Spanna rappresenta un clone del vitigno sulle cui origini del nome si sono fatte diverse ipotesi, di cui la più accreditata è quella che lo vuole legata all'unità di misura, la "Spanna", corrispondente a circa 20 centimetri, che è anche la lunghezza media di un grappolo di Nebbiolo. Il Ghemme, frutto di una piccola denominazione è un vino prodotto in piccole quantità, da piccoli produttori che hanno saputo mantenere la tradizionalità della viticoltura locale, come Antichi Vigneti di Cantalupo o Mirù; può essere prodotto da almeno l'85% da uve Spanna, mentre il restante può essere composto da altri vitigni autoctoni locali come Vespolina, Uva Rara o Bonarda Novarese.

La zona del vino Ghemme è costituita da colline di origine morenica, formatesi dal progressivo ritiro del ghiacciaio del Monte Rosa. Il suolo è caratterizzato da ciottoli di diversa natura, alcuni provenienti da sedimenti riconducibili al vulcano spento della Val Sesia, che ha contribuito inoltre a formare terreni magri con un'ottima componente minerale; una  composizione del sottosuolo che dà origine a vini meno corposi, rispetto a quelli ad esempio delle Langhe, ma molto longevi e con una personalità olfattiva unica.

Il vino Ghemme, che ha ottenuto la DOC nel lontano 1969 e la DOCG nel 1997, da disciplinare deve essere affinato per un minimo di 34 mesi, di cui almeno 18 svolti in botti di legno, e di almeno 46 mesi, di cui 24 in legno, nel caso del Ghemme Riserva.

Da Antichi Vigneti di Cantalupo a Mirù, scorri in basso e scopri le espressioni di vino Ghemme.

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