Aglianico del Vulture

L'Aglianico del Vulture è il vino più famoso della produzione enologica della Basilicata, oltre che uno dei vini rossi italiani più sottostimati; assieme alla sua controparte, il Taurasi, l'Aglianico dell'Irpinia, condivide l'etichetta di "Barolo del Sud", data la struttura, potenza e complessità aromatica dei propri vini. Il vino rosso del Vulture viene prodotto nell'omonima zona montuosa, che deriva da un vulcano spento di oltre 13 mila anni fa, il quale raggiunge altezze di oltre 1.300 metri e si estende per oltre 45 mila ettari; nei vecchi crateri sorgono oggi due laghi vulcanici, e tutto attorno si sviluppano le colline, tra i 500 e gli 800 metri sopra il livello del mare, ideali per la viticoltura.

In queste terre di straordinaria fertilità, tra le colline argillose arricchite da rocce laviche, in un clima continentale ed una posizione piuttosto isolata e circoscritta, nascono i vini Aglianico del Vulture, prodotti in queste zone da tempo immemore. I primi riferimenti risalgono all'antichità, grazie ad un ritrovamento di un torchio risalente all'epoca romana, a cui si aggiungono anche alcuni riferimenti scritti, tra cui uno in particolare del I secolo a.C. del poeta Orazio, originario di Venosa, una delle località storiche dell'Aglianico lucano (assieme ai comuni di Rionero, Barile e Melfi), dove celebrava "la conservazione dei mosti fermentati in anfore greche, sigillate con sughero, cera o pece".

Nelle storiche località di produzione dell'Aglianico del Vulture troviamo ancora delle cantine scavate nel tufo, risalenti al XV secolo, dove ancora oggi vengono svolte le fasi di vinificazione ed invecchiamento dei vini. L'Aglianico del Vulture è un biotipo diverso da quello presente in Irpinia e nel resto della Campania, e come tale è anche ufficializzato nel registro italiano delle viti, si caratterizza per un grappolo piccolo, buccia spessa che si presta idealmente al clima caldo della Basilicata, ed una naturale elevata acidità; le migliori espressioni nascono in media collina, ad altitudini tra i 450 ed i 600 metri. Il vino rosso del Vulture ha ottenuto la DOC già nel 1971 e la DOCG, per le versioni Superiore e Superiore Riserva, nel 2010, invecchiando rispettivamente 12 e 24 mesi.

L'Aglianico del Vulture è un vino di grande potenza, struttura e concentrazione aromatica, dove la sua freschezza viene ammorbidita da una importante gradazione alcolica; con il suo colore impenetrabile ed i suoi profumi di frutta rossa matura e confettura, pepe e spezie selvatiche, si presta perfettamente ad abbinamenti con piatti strutturati, ricchi e saporiti, come carni rosse alla brace, selvaggina, piatti al tartufo, o ancora formaggi erborinati e stagionati.

Prova le espressioni di Aglianico della cantina San Martino, una delle migliori cantine produttrici di questa perla enologica, una piccola realtà di 7 ettari di vigneti, tra le zone più vocate ad oltre 500 metri sopra il livello del mare, che ha fatto dell'Aglianico del Vulture la sua filosofia di vita.

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