Spumanti sommersi

Avevi mai sentito parlare di spumanti affinati nelle profondità del mare?

Questa settimana vogliamo presentarti due cantine che affinano le proprie bottiglie sott'acqua; la prima, affina i propri spumanti nella profondità del mare; la cantina si chiama Bisson. Ci troviamo in Liguria, dove Pierluigi Lugano, un affermato sommelier che coltivava il sogno di valorizzare al meglio i vini della Riviera Ligure del Levante, ha sperimentato con successo l'affinamento a 60 metri di profondità del mare.

La seconda Cantina che affina i propri spumanti sott'acqua si chiama Romanese. In questo caso ci troviamo in Trentino, a Levico Terme, in piena Valsugana; a ridosso della catena montuosa Lagorai, nei pressi del Lago di Levico, i fratelli Andrea e Giorgio Romanese hanno avviato nel 2009 l'attività vinicola con l'obiettivo di riportare la viticoltura valsuganotta agli albori antichi di un tempo. In particolare, hanno sperimentato, con ottimi risultati, l'affinamento del proprio Trentodoc "Lagorai", nella profondità del lago, a 20 metri di profondità.

Potremmo chiederci: ma è solo pubblicità?

Per gli spumanti affinati alla profondità del mare, una tale maturazione conduce le bottiglie ad essere continuamente cullate dalle correnti, creando un naturale "remuage" dei lieviti, che garantisce da un lato uniformità al vino, e dall'altro viene annullato lo scambio di ossigeno, poiché è presente una pressione di 7 bar.

Per lo spumante affinato sui fondali del lago, invece, ad una profondità di 20 metri la bollicina riesce a maturare il proprio profilo aromatico ad una temperatura costante, sia in estate, dove a Levico Terme si possono raggiungere anche picchi di 30 gradi, che in inverno, dove si crea uno strato ghiacciato nella superficie del lago; inoltre, ad una tale profondità non filtra la benché minima luminosità, permettendo di affinare in condizioni davvero ottimali.

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